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12 Gennaio 2018
12 Gennaio 2018

Sul licenziamento discriminatorio

Di recente la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata con riguardo al licenziamento discriminatorio, precisando un concetto molto importante. Tale recesso – diversamente da quello determinato dal motivo illecito di cui all’art. 1345 c.c. – opera obiettivamente, ovvero in ragione del mero rilievo del trattamento deteriore riservato al lavoratore quale effetto della sua appartenenza alla categoria protetta ed a prescindere dalla volontà illecita del datore di lavoro. Va perciò distinta l’ipotesi del licenziamento discriminatorio che è nullo indipendentemente dalla motivazione addotta, dalla ipotesi del licenziamento ritorsivo per il quale è invece necessaria la prova del motivo illecito unico e determinante (Cass. 5 aprile 2016, n. 6575).
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