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16 Aprile 2018
16 Aprile 2018

La tardività della contestazione non rende di per sé illegittimo il licenziamento

Il licenziamento del lavoratore può essere considerato legittimo anche se la contestazione disciplinare non riveste il carattere della tempestività e dell’immediatezza. A stabilirlo è la Corte di Cassazione, con la recente pronuncia n. 8411 del 5 aprile 2018, richiamando il proprio orientamento secondo il quale il principio dell’immediatezza, pur integrando un elemento costitutivo del diritto di recesso, deve essere inteso in senso relativo. Dovrà tenersi conto, infatti, delle ragioni che possono far ritardare la contestazione, tra cui il tempo necessario per l’espletamento delle indagini dirette all’accertamento dei fatti, nonché la complessità dell’organizzazione aziendale, fermo restando che la valutazione delle suddette circostanze è riservata al Giudice del merito.
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