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18 Ottobre 2017
18 Ottobre 2017

La responsabilità sanitaria post riforma

A seguito della riforma c.d. Gelli, la responsabilità del medico, ormai extracontrattuale, si estende alla struttura sanitaria ove lo stesso opera e nella cui organizzazione è inserito ex art. 1228 c.c., rubricato “responsabilità per fatto degli ausiliari”, il quale esplica una forma di responsabilità indiretta, secondo cui “ il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro”. Dunque, in virtù dei principi su esposti, la struttura sanitaria è responsabile solidalmente con il medico per i danni cagionati a terzi (Cass. civ., sez. III, 28 agosto 2009, n. 18805; nello stesso senso Cass. Civile, Sez. III, 31 marzo 2015, n. 6436), sulla quale grava l’onere di dimostrare di aver predisposto in maniera idonea e tempestiva tutti i servizi richiestegli, e di essersi avvalsa di personale idoneo e competente. Rispetto al paziente, dunque, la struttura sanitaria si pone come soggetto obbligato solidalmente con il medico a risarcire i danni da quest’ultimo cagionatigli, in forza del contratto di spedalità.
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